Tradizioni

La cena della vigilia di Natale a Napoli

Un momento importante tipico del Natale per una famiglia napoletana

Di Fabio – Durante le festività natalizie a Napoli ci sono due momenti particolari da vivere, come da tradizione, con la propria famiglia: la cena della vigilia di Natale ed il pranzo di Natale. Oggi vi illustriamo le specialità che il napoletano prepara per la cena della vigilia, solitamente a base di pesce.

A tavola, la sera della vigilia, per un napoletano non devono mai mancare vini bianchi e secchi campani serviti freddi come delle ottime bottiglie di Falanghina, di Fiano, di Greco di Tufo o di Solopaca o Coda di Volpe o qualche vino di Ischia.

Si comincia con l’antipasto! Insalata di polpo, ma molti mettono anche alici e salmone marinati, ma senza esagerare perché c’è tanto da mangiare. Non manca la pizza di scarole, che in genere si mangia a pranzo del 24 per mantenersi leggeri per cenone. C’è da dire che alcuni a pranzo del 24 usano anche preparare pizze e pizzette fritte.

Per il primo piatto ecco gli spaghetti o vermicelli con le vongole. Alcuni preferiscono farlo con gli scampi, con l’astice o con la saporita pescatrice ma la tradizione parla di vongole, al più arricchite con lupini che danno più sapore.  Qualcuno, invece, spaghetti con i pomodorini, rigorosamente del “pinnolo” vesuviani, o in bianco.

Il secondo è preparato al forno o, a volte con una frittura, ma sempre di pesce fresco. C’è chi preferisce scegliere tra spigola all’acqua pazza o al forno, orata in cartoccio o molte volte una bella frittura fatta al momento di gamberi e calamari con anche dei merluzzetti piccoli. Non devono mancare il Baccalà e il Capitone, principalmente il baccalà che si prepara fritto a zeppoline accompagnato da pezzi di capitone fritto o in umido. 

Come contorno non può mancare l’insalata di rinforzo con cavolo bollito, condito con molte acciughe salate, olive verdi e nere, giardiniera e pezzi di papaccelle, i peperoni rossi e verdi. E poi ci sono i broccoli!

Non può mancare poi la frutta fresca o secca! Ecco allora le mele annurche del beneventano e poi mandarini dei campi flegrei, il melone bianco conosciuto anche come il melone di pane, e un grappolo d’uva che porta sempre bene. Oppure o’spass (la frutta secca) con un assortimenti di noci, preferibilmente della penisola sorrentina, mandorle, nocciole campane e poi fichi del Cilento e datteri. 

Infine, per concludere, i tipici dolci natalizi napoletani: gli struffoli, roccocò, mustacciuoli, pastiera e cassata.

Articoli correlati

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button