Cultura

Oggi nasceva il grande Totò: era il 15 febbraio 1898

La storia del "Principe della risata", simbolo della comicità napoletana

Di Fabio – Il 15 febbraio 1898 nasceva Antonio De Curtis, conosciuto come “Totò”, il cui soprannome fu ideato proprio dalla madre Anna Clemente che lo aveva registrato all’anagrafe come Antonio Clemente: nel 1921 la madre sposò il marchese Giuseppe De Curtis che successivamente riconobbe Antonio come suo figlio, trasmettendogli i suoi titoli gentilizi.

All’età di quattordici anni lascia gli studi: si dice che nel collegio dove studiava venne colpito con un ceffone da un precettore, probabilmente esasperato dalla sua irrequietezza, che gli deviò il setto nasale, dandogli quella particolare asimmetria del volto che conosciamo.

Cominciò a recitare da giovanissimo e nel 1922 si trasferì a Roma dove ebbe successo recitando il repertorio di Gustavo De Marco, ma la consacrazione avvenne a Napoli con gli spettacoli della rivista “Messalina” (accanto a Titina de Filippo).

La differenza tra lui e gli altri attori, che gli valse il titolo di “principe della risata”, sta nel fatto che Totò non si limitava a far ridere le persone ma a trascinarle letteralmente in un vortice di battute. Il suo volto rappresenta davvero una maschera unica grazie alla capacità di utilizzare quell’asimmetria che caratterizzava il suo mento per sottolineare momenti comici.

Totò divenne così padrone del palcoscenico, recitando accanto ad attori famosissimi quali Anna Magnani e i fratelli De Filippo, nei film di Steno, Monicelli, Mastocinque e tanti altri: prese parte anche ad un film di Pier Paolo Pasolini, “Uccellacci e uccellini” del 1966, un grande intellettuale a cui si deve per certi versi lo “sdoganamento” di Totò. 

Il 15 aprile 1967, il suo corpo e fisico già fragile dopo una broncopolmonite virale avuta in precedenza ed una vista che lo stava abbandonando dopo un distacco di retina precedente, venne colpito da un attacco cardiaco nella sua casa di Roma. Il 17 aprile la sua salma giunse a Napoli accolta, già all’uscita dell’autostrada e alla Basilica del Carmine, da una folla enorme. Venne sepolto nella cappella De Curtis del Cimitero Del Pianto di Napoli.

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