Tradizioni

Natale a Napoli: i giochi natalizi

Dai più classici a quelli moderni: la tradizione napoletana dei giochi di Natale.

Di Fabio – In questi giorni di Natale, per passare il tempo con la propria famiglia, a Napoli è solito giocare a giochi da tavolo tipici della tradizione napoletana. City Napoli ha selezionato per voi alcuni più importanti giochi. Vediamoli insieme!

La tombola è una delle icone del Natale napoletano, ma anche italiano. I 90 numeri della smorfia vengono inseriti in un cestino di vimini, noto come panariello, ed estratti a sorte. A vincere è chi per primo riempie un’intera cartella con i numeri estratti. Ci sono anche dei premi intermedi: l’ambo (vinto dal primo giocatore che copre una coppia di numeri sulla stessa riga), il terno (tre numeri sulla stessa riga), la quaterna (quattro numeri sulla stessa riga) e la cinquina o quintina (tutti e cinque i numeri della riga).

Il sette e mezzo è uno dei giochi di carte più diffusi: occorre un mazzo di carte napoletane. Il gioco consiste in alcune puntate o scommesse che si fanno prima di chiedere al mazziere di voltare le carte, che hanno diversi valori. Tutte le carte hanno valore nominale eccezion fatta per l’otto, il nove e il dieci che valgono mezzo punto.  

Il saltacavallo è uno dei giochi natalizi di carte più in voga. Per giocare si utilizza un mazzo da 40 carte e si distribuisce una carta a ciascuno dei partecipanti, in senso antiorario, e mette il mazzo sul tavolo scoprendo l’ultima carta.
Lo scopo del gioco è quello di non rimanere con la carta più bassa in mano. Il primo giocatore, accanto al mazziere, controlla se la sua carta è abbastanza alta da poter stare al sicuro, se così non fosse la scambia con quella del giocatore alla sua destra, questo cambio può avvenire una sola volta ed è irreversibile. Il gioco procede fino al mazziere, che scambia con il mazzo. Finito il giro, si scoprono le carte e chi ha la carta più bassa perde una puntata, che viene lasciata sul tavolo formando il “piatto” che andrà al vincitore.

Asso che fugge: anche qui abbiamo un mazziere e dei partecipanti a cui verrà data una singola carta. Ogni giocatore, all’inizio del gioco, possiede tre vite (ogni vita vale 50 centesimi). Lo scopo è quello di scacciare il tanto odiato asso ad ogni giro di carte, ed evitare di perdere le proprie vite. I giocatori potranno scambiare la carta ricevuta dal mazziere con la persona situata al proprio fianco, non conoscendo il suo valore, per cercare di trovare una carta più alta. Si badi bene, il “Re” blocca lo scambio di carte, mentre il “Cavallo” consente di saltare e far scambiare la carta al giocatore successivo. Sono le due carte più “ambite” del mazzo per questo gioco! Il giro si conclude quando sarà raggiunto il mazziere. Ad ogni giro perde chi ha la carta più bassa, che gli costerà anche la perdita di una vita. Quando un giocatore perde tutte e tre le vite inizia la parte più spassosa del gioco perché potrà recuperare una vita se darà a parlare ad uno dei partecipanti ancora in gioco. Insomma vige la regola di non parlare con il “morto” e le dinamiche del gioco si ribalteranno continuamente, fino a quando non resteranno solo due giocatori a sfidarsi, in una vera propria gara al “ribasso”!

Infine abbiamo il Sinco: ci sono 10 cartelle e su ognuna sono presenti 25 carte napoletane. Il banco avrà un mazzo di carte e, di conseguenza, inizierà a chiamarne alcune. I giocatori potranno occupare con una fiches quelle che hanno sulla propria scheda.

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