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Posillipo: mito e significato del quartiere di Napoli

Tra leggenda ed origini di uno dei luoghi più belli di Napoli

Di Fabio – Posillipo è un quartiere di Napoli situato a sud ovest di Chiaia che parte dalla zona di Mergellina e sale sull’estremo della collina fino a Capo Posillipo. Il nome Posillipo deriva dal greco Pausilypon (Pusìlleco in dialetto napoletano) ed in particolare “Pause” e “Lypon”, ovvero cessazione dei dolori. 

I primi ad abitare questa località furono i greci furono i greci e successivamente i romani: nel I secolo a.C. un ricco cavaliere romano dell’epoca di Augusto, Publio Vedio Pollione, ci costruì un bellissimo complesso residenziale. La villa occupava un territorio molto vasto con edifici, giardini, vigneti e porticati e attraverso la Grotta di Seiano, si raggiungeva la spiaggia di Coroglio ed i porti romani di Pozzuoli e Miseno. Le dimensioni della villa erano tali che Ovidio la paragonò ad una città.

La leggenda di Nisida e Posillipo

Si narra che il giovane Posillipo si innamorò perdutamente di una donna che non corrispose mai al corteggiamento del ragazzo. L’oggetto del contendere era Nisida, la classica ammaliatrice che freddamente incantava le sue vittime facendole cadere nella rete di un amore non corrisposto solo per il gusto di causare loro sofferenza, al fine di compiacere la propria natura malvagia. Ignaro di tutto questo il giovane Posillipo tentò invano di intrecciare una relazione amorosa con la donna, ma nulla scalfì il cuore di pietra di lei. Tormentato dall’impossibilità di quell’amore ed incapace di vivere la propria esistenza, in serenità, nello stesso luogo dove anche quella donna risiedeva, Posillipo decise di commettere un gesto inconsulto, e con l’intento di togliersi la vita si gettò in mare.

Il fato aveva, però, un progetto differente in serbo per il giovane che venne tramutato in un promontorio dove, perennemente, le onde del mare avrebbero infranto ed esaurito la propria corsa. Anche Nisida ebbe un destino analogo e venne infatti trasformata nello “scoglio” posto proprio dirimpetto al promontorio nel quale il giovane era stato tramutato.

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