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Nasce “Smart City” a Piazza Garibaldi

Il progetto di una città sempre più smart!

Di Fabio – Proprio dalla porta di ingresso di NAPOLI- GARIBALDI potrebbe rafforzarsi l’idea di una nuova metropoli digitale, ambientalista, contemporanea.

L’obiettivo: ripartire da piazza Garibaldi, porta della città. Tutto parte dalle proposte di Stefano Consiglio e Andrea Morniroli, per delineare un futuro imminente per lo spazio rivoluzionato finora esclusivamente da una prospettiva architettonica da Dominique Perrault. Senza il networking “umano”, senza il coinvolgimento delle persone, persino il più incisivo dei progetti diventa rapidamente fragile e finisce per temere il degrado come il solo tra i destini probabili. In sintesi, è una questione di rete. Serve sicuramente sostenere attivamente chi oggi a piazza Garibaldi continua a investire. Albergatori, commercianti, residenti, artigiani, associazioni. Ma anche le tante persone che in quel quadrilatero sopravvivono, come comparse scordate, etnie da integrare, che hanno espulso antichi residenti, creato tanti problemi invisibili al transito distratto e accidentale, determinando una situazione faticosa, a volte impossibile. Diamogli più ascolto, più mani, più braccia. Diamogli presenza e fatti. Facciamolo con cognizione di attualità.

Promuoviamo iniziative in grado di durare nel tempo, capaci di restare, non improvvisate.
Immaginiamo comunità di supporto presenti senza sosta e iniziative sportive. Immaginiamo spettacoli e concerti, performance e teatro, magari partendo anche dagli otto piccoli spazi già messi a disposizione in loco da Metronapoli. Immaginiamo startup e progettualità che non abbiano paura di essere ambiziose.

Immaginiamo di bloccare il dissennato viavai di veicoli, in linea con la missione “green” europea, di spingere sulla ragione ambientale e ampliare se non creare ex novo aree verdi e ridurre il traffico, una ossessione del nostro Millennio che può sparire grazie ai tanti park di interscambio realizzati e da realizzare. In questa piazza dove Perrault ha concepito più anime. Da una parte la galleria commerciale, un luogo vivo e vitale, attraversato da decine di milioni di flussi da e per la stazione centrale e la metropolitana.
Dall’altra un grande spazio aperto per lo sport, la sosta, il riposo, l’incontro, da destinare innanzitutto alla fruizione dei residenti, ma anche dei visitatori che in un percorso breve ma fascinoso potrebbero essere orientati verso Castel Capuano, la città antica, il Decumano Maggiore. Oppure avviati verso la neo-costruenda stazione della Circumvesuviana per itinerari pompeiani e non solo.

Perché piazza Garibaldi è, sì, la porta della città, ma è anche una opportunità da non perdere: un “portone” verso un’altra città, un collegamento tra il cuore storico e la zona orientale, che da decenni chiede di diventare “greater”, di essere parte di una Napoli più grande, di respiro metropolitano.

Il successo di una rivoluzione urbana si determina estendendo la “presenza”, il networking di contatti, locali e via via a maglia sempre più ampia. E solo se le regole con cui si agisce appaiono trasparenti, riconoscibili, puntuali, precise. E si intrecciano relazioni, si crea attrattività da lontano, si diventa interessanti. E se vogliamo richiamare persone, dobbiamo guardare anche oltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Una piazza di 60mila metri quadrati che “funziona”, in cui arrivano folle di visitatori ogni giorno diventa immediatamente attraente anche per investitori privati, nazionali e internazionali. Del resto, il gioco di convivenza tra luci e ombre creato dalla foresta di alberi di acciaio di Perrault, è un simbolo che ispira: muoviamoci sugli stessi chiaro-scuri, sul dialogo tra le differenze, proprio da piazza Garibaldi potrebbe rafforzarsi l’idea di una nuova smart city digitale, ambientalista, inclusiva, contemporanea.
Questo è il piano per una nuova city.

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